Tè, tisane e caffè parte III: IL MATE

img_0001Un’antica leggenda narra di Yasin e Araì, due divinità che impersonano la luna e le nubi del crepuscolo, che scesero sulla terra per gioco, vagando tra i boschi.

La loro avventura rischiò di trasformarsi in tragedia quando incontrarono un giaguaro che le attaccò, ma un cacciatore in età molto avanzata giunse in loro soccorso, le salvò e le ospitò nella sua modesta capanna, dove il vecchio viveva con l’anziana moglie ed una giovane figlia.

Le due divinità dopo qualche giorno tornarono nella volta celeste, ma la pallida Yasin non poteva dimenticare l’incontro tenuto nel bosco, ed osservando il vecchio indio dalla volta celeste comprese tutto il valore dell’ospitalità che le aveva offerto nella sua capanna. Allora, una sera, chiese ad Araì: “Non credi che dovremmo premiare quelle care persone?”. “Avevo pensato lo stesso”, rispose Araì. “E poiché tengono così tanto alla giovane figlia, possiamo far sì che il premio ricada su di lei”.yerba-mate1

Da quel momento, le giovani divinità si dedicarono con affanno alla ricerca del giusto premio. Infine, gli venne un’idea davvero originale, e decisero di metterla in pratica. Una notte fecero cadere i tre della capanna in un sonno profondo e, nel mentre, Yasìn sottoforma di bianca donzella, scese nel bosco seminando celesti semenze. Poi tornò al suo posto, nel cielo scuro, e prese ad illuminare fortemente quel luogo, mentre Araì lasciava cadere soavemente una pioggia fina che bagnava la terra fresca. La notte lasciò spazio alle luci del mattino, e nonostante Araì nascondesse i forti raggi solari, la loro opera era conclusa. Davanti alla capanna erano spuntati degli alberi fitti, sconosciuti, ed i bianchi fiori aperti sbocciavano tra il verde scuro delle foglie. Quando il vecchio e la sua famiglia si svegliò, le divinità scelsero di rivelarsi ai loro occi: “Sono Yasin, la dea che abita nella luna, e vengo per premiare la vostra bontà. La pianta che vedete è la yerba mate, e da ora in poi costituirà per voi e per tutti gli uomini di questa regione il simbolo dell’amicizia. E vostra figlia vivrà in eterno, e mai perderà l’innocenza né la bontà che c’è nel suo cuore. Sarà la dama della yerba”. Poi, la donna li fece sollevare da terra dove si erano inginocchiati, e gli insegnò come tostare e bere il mate.

Questa splendida leggenda parla del mate come di un dono degli dèi, ma di preciso, cos’è?

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Albero di Ilex paraguariensis

Il mate, detto anche tè paraguaiense, è l’infusione preparata con le foglie verdi o tostate di un agrifoglio, e cioè l’Ilex paraguayensis. L’Ilex paraguayensis è un albero sempreverde che può crescere fino a 20 m di altezza, appartie ne alla famiglia degli agrifogli e genera delle foglie dure e coriacee. Cresce spontaneo in Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. In alcuni di questi Paesi l‘infuso è conosciuto con il nome di yerba mate e rappresenta la bibita coloniale tradizionale per eccellenza.

I colonizzatori spagnoli appresero la tradizione della preparazione del mate dagli indios guaranì, che lo bevevano infuso in acqua fredda separando le foglie dall’infuso con il labbro superiore. Gli spagnoli sostituirono l’acqua fredda con acqua calda, e aggiunsero una sorta di cannuccia (la bombilla) per poterlo gustare al meglio. Tuttora il mate tradizionalmente lo si beve caldo e servito in un porongo con la bombilla.

CALABAZA NATURAL
Porongo

Che cosa sono?” Alcuni di voi si chiederanno. Lo spiego subito: il porongo (o mate) è un contenitore realizzato con una zucca, oppure in legno, oppure in metallo, dove si prepara l’infuso di mate e da cui lo si beve. Ogni volta che si compra un nuovo porongo bisogna “curarlo” in questo modo (a meno che non sia in metallo o in ceramica): bisogna riempirlo di erba, versarvi acqua calda e lasciarlo in infusione per una intera giornata. Il giorno successivo si svuota e si ripete il procedimento; la stessa cosa va fatta per almeno 4 giorni, meglio se per una settimana. In questo modo il mate si impregna del sapore dell’erba ed elimina sapori estranei; l’acqua che viene buttata via ogni giorno sarà dapprima rossastra (colorata dal recipiente stesso), per poi diventare giallo-verde (colorata dall’erba).

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Vari tipi di Bombilla

La bombilla invece è una specie di cannuccia in metallo o di canna, che da un lato ha l’imboccatura e dal lato opposto un filtro per impedire alle foglie di mate di entrare nella cannuccia stessa.

Attualmente il mate si conferma un infuso molto popolare nei paesi in cui lo si produce, soprattutto in Uruguay, dove è bevuto quotidianamente da gran parte della popolazione. In paesi come l’Argentina, bere il mate è un rito quotidiano in quasi tutte le famiglie e, in alcuni casi, anche negli uffici dove è molto comune vedere professionisti lavorare davanti ai loro computer con una tazza di mate. Bere il mate per gli argentini è un “rituale” così diffuso come per gli italiani bere una buona tazza di caffè o per gli inglesi il tè, e in Argentina il mate viene offerto agli ospiti.

Cebar mate” (che significa “preparare il mate e servirlo”) è un rito che deve rispettare determinati passaggi; il primo è quello di riempire il porongo di mate secco, tapparlo con la mano e capovolgerlo un po’ di volte. Finito il procedimento, sulla mano resterà della polvere che va gettata. Poi si versa l’acqua, che non deve essere bollente ma tra i 70° e i 100°, solo in un punto per bagnare solo una parte di foglie. In quel punto esatto si inserirà la bombilla. Il cebador beve per primo il mate, aspirando l’infuso con la bombilla fino ad esaurirlo e provocare anche il tipico rumore che fa una cannuccia quando finisce il liquido aspirato. A questo punto aggiunge altra acqua e passa il mate a chi è seduto alla sua sinistra: chi lo riceve lo beve fino in fondo e lo rende al cebador, che aggiunge altra acqua e lo passa al secondo invitato, poi al terzo… Si continua facendo circolare il mate anche per ore. Le foglie inizialmente lasciate asciutte sono una specie di riserva: quando le prime foglie sono ormai esaurite, si bagnano le seconde per continuare la mateada e il cebador potrà anche spostare la bombilla nel nuovo punto di infusione. Alla fine l’erba mate sarà tutta sfruttata: si tratta ormai di mate lavado (“mate lavato, slavato”).

Ho comunque aggiunto il seguente link di youtube che mostra come si cura il mate e fa vedere come lo si prepara e lo si serve:

In Argentina, il mate può essere bevuto amaro o dolce, aggiungendo zucchero all’acqua o direttamente nel recipiente.

Il mate lo si può anche bere come un normale té (mate cocido: che tradotto significa “mate cotto”) e freddo: in questo caso si parla di tereré e si usa, invece dell’acqua calda, dell’acqua fredda o ghiacciata; a volte addizionata con il succo di un limone.

Oltre ad essere una popolare bevanda, la yerba mate ha diverse proprietà e ora ne elencherò qualcuna: ad esempio è utilizzata nei sistemi di medicina erboristica in Sud America come tonico, diuretico, depurativo e stimolante per ridurre l’affaticamento, sopprimere l’appetito e aiutare la funzione gastrica. In Brasile si ritiene che la pianta stimoli il sistema nervoso e quello muscolare, ed è impiegata per disturbi digestivi, coliche renali, dolori nervosi, depressione, affaticamento ed obesità. Le foglie in poltiglia vengono anche spesso applicate sulla cute per le ulcere cutanee da antrace.

picAPboutiquePorongoMateAndBombillaGli studi moderni sulle proprietà del mate rivelano che insieme a caffè, tè e cacao, il mate è una delle fonti naturali più importanti di caffeina. Grazie all’abbondante presenza di questa sostanza, l’infuso viene tradizionalmente consumato come tonificante e riequilibrante; nella medicina popolare locale trova impiego anche nella cura del mal di testa, dei problemi digestivi, dei reumatismi e dell’obesità . È anche purificatore del sangue e cardiotonico (tonifica, equilibra, rafforza il cuore).

Il contenuto in caffeina si aggira intono allo 0,5-1,5%, anche se soltanto una piccola percentuale viene estratta durante la preparazione della bevanda. Nell’infuso il contenuto medio di caffeina è circa la metà di quello presente in un’analoga quantità di caffè. Il mate è inoltre una buona fonte di vitamina C ed è ricco di proteine (12%), polifenoli (2%) e minerali come calcio, fosforo e ferro (6%).

Per tutti questi motivi il prodotto essiccato, polverizzato o meno, viene consigliato agli sportivi e come coadiuvante nelle diete dimagranti.

Per riassumere il mate è efficace principalmente come stimolante, tonico (tonifica, equilibra, rafforza tutte le funzioni corporee), termogenico (aumenta la bruciatura dei grassi), nervino (bilancia/calma i nervi), anti-allergico.

L’assunzione eccessiva di erba mate è controindicata per chi soffre di ipertensione, diabete, ulcere e altri disturbi.